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Arrampicata

Le pulegge delle dita: cosa sono e perché contano in arrampicata

Anatomia essenziale di una struttura piccolissima che decide quanto puoi caricare le dita.

Chi arrampica sente nominare le pulegge quasi sempre nel momento peggiore: quando qualcuno si è fatto male. Vale la pena sapere cosa sono prima, perché capirne la funzione cambia il modo in cui si carica una presa.

A cosa servono

Le pulegge sono bande fibrose che avvolgono i tendini flessori e li mantengono aderenti alle ossa delle dita. Non sono muscoli e non producono forza: sono il sistema che tiene il tendine sul suo binario.

Senza di loro il tendine, sotto carico, si allontanerebbe dall'osso invece di scorrergli accanto: la forza prodotta dall'avambraccio si disperderebbe e il dito perderebbe efficienza. È un sistema molto piccolo che rende possibile una presa molto forte.

Perché l'arrampicata le sollecita tanto

In arrampicata il carico arriva su poche dita, spesso su appigli minimi, con tutto il peso del corpo sotto. È una condizione che nella vita quotidiana non esiste.

La posizione conta quanto il carico. Nella presa arcuata l'articolazione intermedia del dito è molto flessa e il tendine tende a staccarsi dall'osso: le pulegge lavorano molto di più che nella presa aperta, a parità di peso. Non significa che l'arcuata vada evitata — significa che è la posizione che chiede di più, e che merita una progressione più prudente.

Cosa si può fare, in generale

Non esistono esercizi che rinforzano una puleggia: essendo tessuto fibroso, non si allena come un muscolo. Quello che si può allenare è la forza dei flessori delle dita, e quello che si può governare è come e quanto si carica.

Tre principi valgono per tutti: aumentare per gradi invece che a scatti, non chiedere il massimo a freddo o a fine sessione quando il controllo cala, e variare le posizioni di presa invece di ripetere sempre la stessa.

Quando serve un professionista

Dolore acuto e improvviso su un dito durante uno sforzo, gonfiore, difficoltà a chiudere completamente la mano o la sensazione che il tendine si allontani dall'osso sotto sforzo non sono situazioni da gestire da soli, né da valutare in rete.

Questo articolo spiega come funziona una struttura anatomica: non sostituisce la valutazione di un professionista sul caso specifico, che è l'unica cosa che può dirti cosa fare.

Sulla forza dei flessori si può lavorare dito per dito, e si può misurare invece di stimarla a sensazione:

Chi ha scritto questo articolo

Fabio Spallanzani — Terapista della mano. Segue ogni anno fra i 30 e i 50 arrampicatori e tiene serate divulgative con le palestre di arrampicata della zona, fra cui Just Climb a Reggio Emilia. I tools Focus3D nascono dalle esigenze osservate in questo lavoro.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario sul caso specifico.