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Arrampicata

Riscaldare le dita prima di salire

Perché il riscaldamento delle mani non è la parte da abbreviare, e come si costruisce per gradi.

Il riscaldamento generale lo fanno quasi tutti. Quello delle mani, molto meno: si passa dai piedi alla parete saltando la parte del corpo che in arrampicata riceve i carichi più alti su superfici più piccole. È anche la parte che, quando cede, ferma per mesi.

Cosa succede se si parte a freddo

I tendini flessori delle dita scorrono dentro un sistema di guaine e di pulegge, e trasmettono a strutture molto piccole la forza prodotta dai muscoli dell'avambraccio. È un sistema che sopporta carichi elevati, ma che li sopporta meglio quando ci arriva per gradi.

Partire subito su appigli piccoli, o in posizione arcuata, significa chiedere il carico massimo alla prima ripetizione. Non è detto che succeda qualcosa la prima volta: il punto è che si ripete a ogni sessione.

Un ordine che funziona

Il principio è semplice: dal generale al locale, dal facile al difficile, dal grande al piccolo. Ogni passaggio prepara il successivo.

  • Prima il corpo: qualche minuto di attività generale, perché la circolazione arrivi anche alle mani.
  • Poi mani e avambracci a vuoto: aprire e chiudere le dita, muovere il polso, ruotare l'avambraccio in un'ampiezza comoda.
  • Poi un carico leggero e controllabile, dove sei tu a decidere quanta resistenza mettere invece di prenderti quella dell'appiglio.
  • Poi la parete, partendo da appigli grandi e prese aperte.
  • Solo alla fine gli appigli piccoli e le posizioni più impegnative.

Segnali da non superare

Il riscaldamento serve a preparare, non ad affaticare: se le dita arrivano stanche alla prima via, è stato troppo lungo o troppo intenso.

Un fastidio localizzato su un dito, che compare in una posizione precisa e non passa continuando, non è una cosa da scaldare di più. È il momento di fermarsi e, se si ripete, di farlo vedere a un professionista.

Nel terzo passaggio serve un carico che puoi dosare tu, invece di prendere quello che ti dà l'appiglio:

Chi ha scritto questo articolo

Fabio Spallanzani — Terapista della mano. Segue ogni anno fra i 30 e i 50 arrampicatori e tiene serate divulgative con le palestre di arrampicata della zona, fra cui Just Climb a Reggio Emilia. I tools Focus3D nascono dalle esigenze osservate in questo lavoro.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario sul caso specifico.